Abyaneh.

Iran, foto.

Abyaneh è un piccolo villaggio di montagna con le case che sembrano fatte di fango.

Gli abitanti vivono di turismo (gli iraniani viggiano molto seppure all’interno dei confini nazionali): indossano abiti tradizionali e non disdegnano di farsi fotografie, anche con una mancia.

La gente sempre molto espansiva, come dovunque in Iran, mi ha avvicinato e chiesto foto e si è offeta di ospitarmi a casa loro, o almeno che prendessi il loro numero per ogni problema anche a Teheran. Questo tratto tipico degli iraniani non lo ho trovato in nessuna parte al mondo: in Iran non sei mai sola!

Eravamo in pieno Ramadan e quando ho visto le persone mangiare un gelato in pieno giorno non ho resistito: ho pensato che non avrebbero fatto una retata, e che gli iranian lo sanno, evidentemente si ispirano alla legge per cui se sei un viaggiatore puoi mangiare anche di giorno durante il ramadan. Il gelato non era buono ma per me aveva il gusto prezioso della libertà.

Amber fort

Il forte Amber, patrimonio unesco, si trova nei pressi di Jaipur.

Merita una visita tra i suoi cortili e la magia delle decorazioni dei palazzi.

Non commettete il mio stesso errore di lasciarvi per dopo la visita di qualche padiglione perché l’itinerario parte dall’inizio e porta direttamente all’uscita.

Io mi ero riservata alla fine la visita al palazzo degli specchi, ma mi sono trovata fuori e per rientrare ho dovuto litigare col capo degli uscieri che temeva che io volessi rifare tutta la visita mentre tutti gli altri lo rassicuravano del contrario. Alla fine l’ho spuntata io e all’uscita l’ho trovato per ringraziarlo e riconciliarmi con lui!

Per arrivarci si passa davanti al  Jal Mahal, il palazzo galleggiante, perché sommerso per gran parte nelle acque del lago.

Per le strade di Jaipur

Le meravigliose contraddizioni della città rosa del Rajasthan

Taj Mahal

Pare che l’ora migliore per visitarlo sia l’alba, ma io mi trovavo a Delhi che dista più di quattro ore da Agra, così siamo arrivati alle 8.

Ero in India da pochi giorni, non ero ancora assuefatta alla sporcizia, così la cosa che più mi ha colpito immediatamente è stato il degrado delle strade di Agra piene della solita immondizia che stride profondamente con la maestosa bellezza di questo mausoleo, candido e perfetto che all’imoprovviso ti compare davanti.

Il Taj Mahal dovrebbe essere il simbolo di una straorinaria storia d’amore essendo stato fatto erigere dall’imperatore per la sua moglie favorita, anche se la nostra guida, ad un certo punto, ha messo in dubbio quasta storia d’amore, ma noi ci vogliamo credere.

Sì, la guida che mi ha fatto praticamente un book fotografico e a cui non ho dato la mancia perché all’ingresso ci avevano detto di non dare mance alle guide che erano stipendiate, tuttavia ancora oggi me ne pento ed ho scritto una mail all’ufficio per rintracciarlo e ringraziarlo: le sue foto sono state apprezzate da tutti!

Ad Agra c’è un altro partimonio unesco, meno conosciuto: il forte rosso. Purtroppo il taj Mahal polarizza su di sé l’attenzione dei turisti che non sempre entrano anche nel forte. Noi non siamo entrati, per esempio, perché c’erano 45 gradi ed eravamo sfiniti!

il forte