VITTORIO…UNA STORIA DI LIBERTA’

Grazie a Zechin un poeta di cui un giorno scriverò, conosco a Vinhedo Norberto Comune, un ex professore di biologia che un giorno ha pensato bene di comprare una fabbrica in disuso e trasformarla in una scuola di eccellenza.

Mentre mi mostra orgoglioso il suo certificato di cittadinanza italiana, mi racconta la storia del suo bisnonno, che io trovo davvero interessantissima.

Vittorio Comune parte dal Piemonte nel 1889 per fare fortuna in Brasile dove, presumo lavorando come una bestia, riesce a mandare avanti la baracca spedendo i soldi alla moglie Innocenza e al figlio in Italia, non disdegnando di crearsi qui una nuova famiglia con una nuova moglie.

E quando Innocenza inferocita prende la nave per venire a riprendersi quello che è suo, Vittorio la rimette sulla nave destinazione Italia e tiene con sé il bambino.

Non contento si innamora della moglie di un delegato, e quando questi lo rintraccia per regolare i conti, gli spara, colpendo solo il cavallo;ma il delegato deve la sua vita al fatto che allora il Brasile non era un’unica nazione, perché l’amante focoso era intenzionato ad ucciderlo e lo ha seguito fino alla dogana oltre la quale non poteva passare.

Amo quest’uomo.

So che molte donne lo riterranno abominevole, e magari da ora non seguiranno più il mio blog.

Ma io lo amo perché è l’espressione pura della libertà.

Libertà di pensare, di agire, di essere.

Perché la libertà non può essere solo una rivendicazione delle donne!

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