Prima di tutto le persone

Gli angeli esistono e qualche volta ci capita di incontrarli.


Io ho trovato Antonio Brandi. Mi ha aperto le porte della sua casa, mi ha reso parte della sua famiglia, mi ha accolta, essendo io una perfetta sconosciuta.

A casa Brandi il viaggio diventa una vacanza a 5 stelle.

Antonio vive a Vinhedo ed ha 72 anni, ma non è un problema per lui alzarsi alle 2 di notte per arrivare all’aeroporto di San Paolo del Brasile, dove io atterro alle 4. E per tutto il viaggio verso casa ride e scherza come se la levataccia non lo riguardasse. Arrivati, pieno di energia, esce per incontrare gli amici con cui condivide la passione per i video che  realizza.
E mi porta in giro per il Brasile, mi compra la frutta tropicale, mi regala la sua macchina fotografica quando la mia gopro non funziona più.

Stadio Pacaembu San Paolo
Sao Paolo

Nati, sua moglie, dedita interamente alla sua grande famiglia, mi fa sentire parte di essa, conosco tutti, alcuni personalmente, altri per quello che lei mi racconta o per le videochiamate a cui anche io partecipo.
Conosco familiari e amici, e dipendenti. Perché Antonio Brandi, emigrato da Tricarico, ha creato qui una grande azienda, che oggi ha 120 dipendenti.
Lui è un imprenditore eccezionale, non tanto e non solo perché, partito senza nulla è riuscito a creare il suo impero, ma per la gestione “umana” della sua azienda: è’ tangibile l’affetto per i suoi collaboratori, lui saluta sempre tutti con un caloroso e sonoro BON DIA! TUDO BIEN? E si sente dalla voce che non finge, ma aspetta la risposta per capire se davvero tutto va bene.


Si preoccupa per tutti e si impegna perché tutti stiano bene.
Si ripete costantemente, e lo ricorda a me, che le persone vengono prima di tutto, sempre.
Aiuta tutti quelli che incontra sulla sua strada, e lo fa col cuore grande, non solo col portafogli aperto.
Antonio ha avuto un’infanzia difficile, e quando ne parla è evidentemente commosso: non si dimentica mai un’infanzia di stenti con la mamma che lavorava duramente per crescere i 4 figli che il padre aveva abbandonato, non si dimentica la permanenza in orfanotrofio, ma le esperienze difficili possono portarti su due strade: o diventi estremamente cattivo o estremamente buono.
Grazie a Dio, Antonio ha preso la strada della bontà. Fino all’eccesso. E’ il bambino che avrebbe voluto essere, sereno, spensierato, allegro e amico di tutti, al punto da sembrare ingenuo talvolta, ma lui sa bene che la sua ingenuità lo ha preservato, e deve tutto al suo modo di essere sempre positivo in ogni situazione.
Antonio e Nati sono sposati da 50 anni, e se lei non può dormire nel letto matrimoniale lui ci resta male e quando lei ci ritorna lui dice “Davvero? Che bello!”

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