Il coraggio di essere felici

“Chiedo scusa se non ho salutato tutti (in realtà quasi nessuno). Non sono riuscita a passare da scuola per salutare colleghi e ragazzi, lo faccio da qui e poi vi manderò messaggi whatsapp. L’organizzazione di questo viaggio è davvero complessa e mi porta via molte energie. Il grande giorno è arrivato: domani parto. La cosa bella delle scadenze è che arrivano… fregandosene del fatto che tu abbia ancora da fare!”

Il bello dei ricordi di facebook è che ti fanno compiere un viaggio nel tempo.

Il vero ed unico teletrasporto che ad oggi conosciamo sono le emozioni, così ci capita di trovarci improvvisamente in un luogo ed un tempo lontani solo ascoltando una voce o sentendo un odore, o leggendo un vecchio stato su facebook.

Oggi fb mi ricorda che esattamente un anno fa ero in partenza

Dopo 6 mesi  di programmazione era arrivato il giorno del salto nel vuoto.

Il coraggio di prendere l’aspettativa, e il coraggio di prendere il primo volo, queste le cose più difficili che ho affrontato per la mia personale ricerca della felicità.

Ho tenuto il blog

Meno male

Perché mi capita di credere che sia stato tutto un sogno, che sia solo stato frutto di immaginazione.

134 giorni immaginari

Perché poi sono tornata, e la gente mi chiama, mi chiede, mi chiedono interviste. Ma io dove sono? Dove ero? Cosa ho fatto? E, soprattutto, ero io?

Sono tornata alla “normalità”.

Per 134 giorni ero nel mondo ed ero fuori dal mondo. Non avevo radio né tv, non avevo una casa, non avevo un divano, non una cucina e non un lavoro. Ma ero viva!

Sono tornata

Ho una casa, un lavoro, un divano una radio e la tv. Ma mi sto ancora cercando.

Non avevo specchi e mi sentivo bellissima, avevo la bellezza nei miei occhi.

Sono piena di specchi e non mi guardo per non vedere le rughe incipienti e i chili di troppo.

Vivo in 300 metri di casa, e 40 ettari di terreno e mi sembra che non bastino.

Per 134 giorni il più delle volte ho posseduto solo lo spazio di un materasso di un letto a castello, e mi bastava a contenere tutto, perché quello spazio conteneva il mondo, il mio e quello di fuori.

Non si può spiegare a chi ti chiede come è andata la gita cosa sia stato il mio viaggio, ma la cosa più brutta è che rischio di dimenticarlo io stessa.

Inghiottita da una quotidianità da cui scappavo e tornando a farmela piacere, dimentico le motivazioni che mi hanno spinto a partire, buttandole sotto al tappeto.

Notizia di questi giorni è la morte di Folco Quilici. Ero una bambina quando lui iniziò a condurre geo, mi ha accompagnato nei miei sogni di esploratrice. Cosa vuoi fare da grande? L’etologa. L’esplorazione, i viaggi e la natura erano i miei interessi più grandi, e quando la tv iniziava le prime prove di multicanali, quando iniziammo a comprare le tv a colori, io mi cibavo di documentari immaginando che quello sarebbe stato il mio lavoro futuro, e la mia vita da adulta. Ma, si sa, la strada dell’inferno è lastricata delle migliori intenzioni, e così nella vita ho fatto tutt’altro.  Incanalata in un posto fisso e incatenata ad esso, tanto che a Cecco Zalone gli faccio un baffo, ho continuato a guardare quei documentari, e ho fatto l’etologa leggendo sul divano le avventure di Konrad Lorenz e le sue anatre, studiando centinaia di cani e gatti, o spiando la vita segreta delle formiche.

Amando, tuttavia, la mia quotidianità, ho cercato in tutti questi anni e con alunni di tutte le età, di trasmettere l’amore per la scoperta e la voglia di sognare, sempre e comunque. E mi rende fiera sapere che ho contribuito alle scelte professionali di alunni incerti tra  la realizzazione di un sogno e la certezza di un grigio posticino fisso.

Qualcuno ipotizza che io abbia voluto imitare Julia Roberts in “mangia, prega, ama” ma il film che preferisco è CHOCOLAT. Non posso fare a meno di vederlo tutte le volte che lo danno in tv, il vento del nord che scompiglia le esistenze di un borgo dormiente nella sua apatica cattiveria e che chiede a Juliette Binoche di seguirlo è un fuoco che si sente dentro, che spinge a partire infaticabilmente.

Seguire quel vento è l’unica strada per la felicità.

A meno che il vento non ti porti LUI!

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