A Vienna sulle tracce di Ida Pfeiffer

Anche il viaggio per Vienna è rocambolesco, inizio a chiedermi se quest’avventura non sia iniziata sotto una cattiva stella.

Un treno notturno che parte con due ore e mezza di ritardo e con la tua carrozza mancante non lascia presagire nulla di buono.

Invece il buono va cercato sempre, io devo cercarlo per forza se voglio proseguire in questa avventura.

E lo trovo nel mio compagno di viaggio, Matteo di Bologna che sta andando a Vienna per un convegno.

Le lunghe ore in treno così diventano piacevoli, raccontandoci un po’ delle nostre vite, e anche il primo impatto con Vienna è più semplice: ci aiutiamo nelle incombenze pratiche, aspettandoci come due vecchi amici che stanno viaggiando insieme.

 

 

Anche Iris è una sconosciuta, che però mi ospita nella sua casa. Per la prima volta ho accettato di fare couchsurfing: consapevole del fatto che 5 mesi in albergo sarebbero impossibili da sostenersi, ho cercato e ricercato e mi sono fidata. E ho fatto bene: la casa di Iris è in una posizione strategica e il suo divano è comodissimo!

 

 

Il motivo per cui il mio viaggio inizia da Vienna è per conoscere i luoghi di Ida Pfeiffer, che era viennese e dunque da lì è partita per il suo primo giro del mondo, che io sto per rifare.

Mi accompagna in questa esplorazione Petra Unger una professoressa che conosce bene la storia di Ida.

La incontro alla biblioteca nazionale, è una donna bella e dinamica che mi porta in giro, ottima guida turistica, spiegandomi con accuratezza la storia di Vienna e dei monumenti che incontriamo.

Mi racconta di Ida Pfeiffer, di come sia stata un’antesignana del femminismo, una madre che si è rimboccata le maniche per tirare su la baracca, in un’epoca in cui era disdicevole per le donne lavorare.

 

Arriviamo alla casa dove Ida è morta che si trova esattamente di fronte a quella dove Beethoven ha composto la sua non sinfonia.

Inno alla gioia.

Niente succede per caso.

La nostra passeggiata si conclude in una piccola strada pittoresca, intitolata a ida Pfeiffer, Petra mi spiega che non è stato facile rifare il nome di questa e di altre strade, intitolate a donne illustri.

Prima di congedarci Petra mi dà indicazioni per trovare la tomba di Ida e mi spiega che questo monumento funebre fu realizzato grazie ad una colletta promossa da alcune donne nell’immediatezza della morte dell’esploratrice, ed è singolare come, ancora una volta, contribuirono solo le donne alla realizzazione di questa opera.

Arrivo al cimitero ormai al tramonto, non senza un po’ di angoscia mi addentro, ma grazie alle indicazioni precise che ho ricevuto trovo facilmente la tomba di Ida.

Passato lo sgomento per essere in un cimitero al crepuscolo, mi guardo intorno e scorgo le tombe di Bayer e Czerny, e penso inevitabilmente alle migliaia di ore passate a studiare il piano, una vita intera, una vita fa.

Solo ora mi rendo conto di essere in un cimitero monumentale, supero ogni remora, non mi importa più dell’imbrunire e mi addentro, se sono a Vienna in un cimitero monumentale voglio dare un saluto ai grandi che sono qui.

Trovo Strauss, Brahms, Schubert.

In reverente silenzio mi avvicino al mausoleo di Beethoven, aspetto paziente che vada via la ragazza che si fa un selfie col morto, e riesco solo a dirgli grazie.

E grazie anche ad Ida che mi sta accompagnando in questo cammino.

Nulla succede per caso.

12 commenti su “A Vienna sulle tracce di Ida Pfeiffer”

  1. Bellissimo….sembra veramente di essere lì con te.
    Grazie di condividere la tua bella esperienza con tutti noi.

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