Quant’è bella giovinezza.

Alla soglia del mezzo secolo mi trovo a dormire negli ostelli in giro per il mondo, e mi stavo preparando a scrivere un articolo, a scriverne bene. Mai avrei immaginato che fossero dei posti così tranquilli, con gente tanto per bene, luoghi dove incontri persone di ogni provenienza e di ogni età. Viaggiatori.  Non vacanzieri. Ma finora sono stata in Patagonia, nella Tierra del Fuego, dove i ragazzi si alzano alle 6 del mattino per farsi 26 km di trekking, e non te ne accorgi nemmeno che escono, perché hanno preparato tutte le loro cose la sera prima in silenzio.

Poi un giorno arrivai a Valparaiso.

Città calda, mediterranea nei colori e nell’aspetto. Sembra Positano. Ed evidentemente i giovani che vengono qui ci arrivano con lo stesso spirito scanzonato di chi va al mare a farsi un giro in ciabattine in spiaggia la mattina a mezzogiorno, e la sera esce a rimorchiare.

Ecco, solo che qui non escono. Restano chiusi in ostello urlandosi addosso risate sguaiate.

Arrivo oggi a Valparaiso dopo una notte in autobus, che per quanto comodo è comunque una notte in viaggio, avrei dovuto ascoltare il consiglio dell’agente del turismo che mi aveva indirizzato ad un hotel vicino alla stazione dei bus, dove avrei avuto per 30 euro una singola, no, io voglio salire a Concepcion,  Alegre, voglio stare nel centro del patrimonio dell’umanità. Chi poteva mai immaginare che un luogo così ospitale, luminoso, panoramico, si potesse trasformare in una bolgia infernale?

L’orologio del mio computer mi dice che in Italia sono le 5,10 del mattino, non so nemmeno più che ore siano qui. So che ho preso una stanza singola perché mi sono un po’ rotta di condividere stanze da letto (qui la camerata è da 9 letti!) ma è del tutto ininfluente perché le pareti sono vetrate o compensato, e, comunque, di fronte alle urla degli astanti non basterebbe il cemento armato.

Mi irritano soprattutto questi due italiani, che credono di poter comunicare meglio sostituendo la voce alta alla conoscenza dell’inglese, rendendo così ancora più evidente la poca dimestichezza con la lingua. E poi raccontano le loro imprese nei viaggi precedenti,  o il caldo che hanno provato in Marocco, tutte vacanze in ciabattine, immagino, mi viene voglia di scendere e urlare in italiano che potrei essere la loro madre che ho viaggiato il triplo di loro che se vogliono sapere di caldo gli racconto che cosa è Kioto ad Agosto, e che se vogliono rimorchiare glielo spiego io alle ragazze quello che vogliono così ci intendiamo subito e amen!

E poi non camminano, marciano, su un pavimento di legno che se questa notte il terremoto decidesse che è giunto il momento di completare la devastazione del Cile, noi non ce ne accorgeremmo.

Sono rientrata alle 22, volevo leggere le pagine di Ida Pfeiffer su Valparaiso per fare il confronto con quello che vedo, ho passato tutta la giornata con Jorge, un cileno incontrato per caso, che ha deciso di diventare la mia guida turistica gratuita e personale,

 

avevo bisogno di stare da sola, anche per riflettere sugli ultimi giorni e preparare le prossime tappe, mi trovo in questa stanza a guardare questo tubo di acciaio chiedendomi a cosa serva , incapace di concentrarmi su alcunché

Sto risparmiando così tanto sugli alloggi che quando arrivo a Bora Bora voglio permettermi una suite sul mare tutta per me.

 

ps qui è mezzanotte e 37 i barbari sono usciti, spero invitati al silenzio dai proprietari. Ma in questo ostello non ti danno la chiave del portone così ogni volta che qualcuno si ritira a qualunque ora suona un campanello, che in confronto le campane di don Gaspare erano un  usignolo.

Buonanotte.

Buongiorno a voi in Italia..

5 risposte a “Quant’è bella giovinezza.”

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    E poi sono fanatica di Garcìa Marquez e, in genere, di scrittori latinoamericani. Le tue foto sembrano illustrazioni dei loro libri.
    Ciao

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