Ushuaia

Improvvisamente lo scenario che si presenta davanti ai miei occhi infonde pace e serenità:

montagne innevate si affacciano sul lago che riflette l’azzurro del cielo.

“E uscimmo a riveder le stelle”

 

Sono molto stanca, ho passato la notte in aeroporto, e la precedente mi ero alzata alla 3 per prendere l’aereo da San Paolo A Buenos Aires. Devo cercare alloggio, al minor prezzo possibile, e capisco subito che qui è un’impresa: uno dei posti più belli del mondo, è anche tra i più cari, d’altra parte se vuoi arrivare alla fine del mondo devi pagare! Tento di muovere a pietà i salesiani, con la lettera di presentazione della curia, ma niente da fare, così opto per un ostello tra i più economici. E ho fatto bene, perché Paola, che lì ci lavora mi dà tutte le dritte necessarie per muovermi nella Terra del Fuoco.

Qui ad Ushuaia vivono di turismo e si fanno pagare tutto, ma io non vado via senza aver navigato il canale di Beagle, così contratto il prezzo riuscendo ad avere uno sconto sull’escursione

Mi offrono un posto nella cabina dei vip, perché per un disguido causato da loro, stavo per perdere il viaggio. Così mi trovo con una famiglia di dandy sudamericani, griffati dalla testa ai piedi, passando per orologi e gioielli. Mi chiedo come si sentano ad essere relegati in un posto simile, che ha l’unica peculiarità di non condividere il viaggio con estranei. Non fa per me, scendo dalla plebe e conosco Juan Pablo, che è incuriosito dai miei capelli ormai verdi, un agronomo argentino ad Ushuaia con i suoi colleghi, che non parla una parola di inglese; ma conversiamo per tutto il tempo, parlando lentamente, io italiano e lui spagnolo, e ci comprendiamo perfettamente.

 

La navigazione nel canale di Beagle per me è emozionante come poche altre cose: vedere così da vicino i leoni marini che si azzuffano

o i pinguini che camminano in fila indiana, non ha prezzo.

Viaggio per cercare me stessa, ma esiste una parte di me che conosco benissimo anche restando a casa, l’amore per la natura e il desiderio di studiare il comportamento animale, viaggiando. Doveva diventare il mio lavoro, mi è rimasto solo un rimpianto e il libri di Lorenz sullo scaffale.

Il faro della fine del mondo

Juan Pablo mi ricorda ancora una volta quanto siano importanti le persone in viaggio, più dei monumenti e di ogni altra cosa; lui non fa foto, le fa per me e per il mio blog, per sé preferisce guardare e portare dentro il ricordo di quello che vede.

Juan Paolo è vedovo da 10 anni, la sua moglie amatissima è andata via a soli 48 anni lasciandolo con 4 figli da crescere.

Ma lui ha accettato la vita che gli è capitata perché è l’unica che abbiamo e dobbiamo renderla un capolavoro, per breve che sia.

Per questo mi incoraggia ad andare avanti in questo giro del mondo: “è quello che vuoi? Fallo. La vita è troppo breve per non fare quello che ci piace”.

Prendendo un caffè per salutarci Juan Paolo mi dice che avrebbe preferito salire su un traghetto che lo portasse a scendere sull’isola per stare un po’ con i pinguini, ma invece ha preso questo ed è stata la cosa più bella perché ha conosciuto me.

I capelli colorati non attirano solo maiali italiani in cerca di sesso extraconiugale, ma anche uomini da ogni dove che vogliono conoscere e parlare.

2 risposte a “Ushuaia”

Rispondi a Margherita Capalbi Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *